Riforma scuole superiori: operazione risparmio

Scritto da roberto  il 10/02/2010 in Ministero, letto 1765 volte

La riforma delle scuole superiori ci lascia profondamente insoddisfatti, l'unica strategia del governo è quella dei tagli (oltre 7.000 insegnanti in meno secondo la rivista "Tuttoscuola"), non vediamo progetti educativi dietro questo riordino. Se da una parte  una riorganizzazione degli indirizzi era necessaria, dall'altra il taglio indiscriminato di ore in tutte o quasi le classi non è la risposta per riqualificare la scuola italiana. Seppur siamo in attesa del testo definitivo approvato dal Consiglio dei MInistri, dalle indiscrezioni risulta che ci sono stati degli aggiustamenti rispetto al testo inziale, anche a seguito dei parei delle commissioni parlamentari e del consiglio di stato. Come richiesto a granvoce anche dall'uds, la riforma partirà solo dalle prime classi, anche se il taglio al quadro orario riguarderà anche le altre classi e l'impianto generale rimane lo stesso. Non è previsto nessun intervento significativo per rendere più unitario il biennio iniziale in cui assolvere l'obbligo di istruzione, con il risultato di differenziare sin da subito i licei dall'istruzione tecnica e professionale.
Il parere degli studenti rispetto a tali decreti approvati oggi dal governo è nettamente contrario, e lo dimostra anche la bocciatura di un documento di elogio della riforma da parte dei presidenti delle consulte studentesche italiane. 

Ecco come cambieranno le superiori

L'unione degli Studenti, continua a chiedere delle modifiche sostanziali ai provvedimenti di riordino delle superiori quali:

- rinvio di almeno un anno della riforma in modo da consentire una maggiore chiarezza agli studenti che si iscrivono a scuola
- avvio della riforma (e dei tagli orari) solo alle prime classi e non anche alle 2° classi, che altrimenti vedrebbero mutare "in corsa" i propri programmi e quadri orari
- definizione di un'area di discipline comune a tutti i percorsi scolastici nel primo biennio delle superiori, in modo da garantire, nella scuola dell'obbligo, competenze e conoscenze comuni a tutti gli studenti indipendentemente dalla scuola stessa, e rendere così più facili eventuali "ripensamenti" sul proprio percorso scolastico
- totale revisione dei "comitati scientifici" - criticati anche dal Consiglio di Stato - che , vedendo al presenza paritaria die sperti esterni, minerebbero la centralità dello studente nel percorso di apprendimento con forte rischio di spinte privatistiche nelle scuole

Inoltre, non ci stanchiamo di chiedere che tutti i risparmi conseguiti con questa “razionalizzazione" siano reinvestiti nelle scuola pubblica al fine di migliorarne la qualità, portarla ai livelli europei e permettere a tutti i giovani l'accesso all'istruzione.