Mutualismo spazi e servizi TESI 3.1

Scritto da Daniele  il 11/09/2010 in Mutualismo Spazi e Servizi, letto 223 volte

3.1 Mutualismo, spazi e servizi

"Vivere insieme nel mondo significa essenzialmente che esiste un mondo di cose tra coloro che lo hanno in comune, come un tavolo è posto tra quelli che vi siedono intorno."
(cit. Arendt)


Spazientiti Siamo naufraghi nel deserto, come esploratori perduti ed inghiottiti da una desolazione che non avevano mai deciso di attraversare. Smarriti ci giriamo attorno cercando amici, compagni, fratelli, ma il deserto ci impedisce di guardare oltre la punta del nostro naso, le tempeste di sabbia ci disorientano e non sappiamo più, o forse non abbiamo mai saputo in che direzione andare per trovare l'oasi, l'acqua, la vita. Il luogo dove gli uomini sono capaci di cooperare e lavorare insieme opponendo alla sterile sabbia il vigore della vita.


Sono queste le nostre città, le nostre metropoli, paesi, è questa la nostra società. Viviamo una desertificazione culturale e sociale, la sabbia avanza e sottrae linfa vitale alle fondamenta della cooperazione tra le persone. Questa non è una desertificazione naturale, è un processo imposto.

L'assenza di spazi culturali e di aggregazione sociale non è un dato scontato. C'è chi specula e chi ha speculato sulla costruzione di interi quartieri dormitorio senza alcun tipo di servizio, c'è chi ha mal'amministrato e continua a farlo gli spazi urbani, senza dare alcuna possibilità ai giovani di esprimersi e far valere la propria creatività, ci vogliono soli e incapaci di costruire assieme agli altri, tutti contro tutti, isolati e unicamente capaci di un individualismo sfrenato figlio del liberismo, è la società della competizione in cui ognuno è capace solo a "a badare a te stesso e basta”, a considerare il prossimo un nemico, un pericolo o comunque un ostacolo che devi superare. non c'è posto per i bravi, “devi essere il migliore".

C'è che ci nega quotidianamente il diritto alla cultura, a tutti i saperi, alla socialità in maniera accessibile a tutti. é dunque necessario rilanciare una lotta per liberare la cultura e tutti i saperi, chiudere il capitolo del diritto allo studio sui regolamenti attuativi e sui finanziamenti per la carta studente e aprire vertenze municipali e provinciali per carte studenti connesse in maniera ancora più forte con il territorio, per garantire un accesso più agevolato possibile a tali diritti.

E fin quando non saremo capaci di ottenere tutto ciò che ci spetta dobbiamo essere capaci di praticare dal basso ogni forma possibile di mutualismo che permetta agli studenti di accedere soddisfare comunque i propri bisogni. Organizzare una festa, un concerto, un cineforum o una mostra, non è solo uno svago ma è una precisa risposta all'assenza di politiche sociali e culturali per i giovani che gli permettano di usufruire e produrre cultura. Il mercatino del libro usato, le ripetizioni a basso costo, l'accesso ad internet non possono essere solo forme di autofinanziamento ma pratiche che rispondono ad una necessità sociale, lì dove le istituzioni sono assenti. I nostri centri servizi, le nostre sedi non possono limitarsi ad ospitare le riunioni settimanali, ma devono essere delle oasi in cui siamo capaci tutti insieme di opporci all'avanzata del deserto, in cui tutti assieme riusciamo a cooperare e a coinvolgere nuovi compagni nella costruzione di una concreta alternativa allo stato di cose attuale.

É necessario superare la logica dell’erogazione del servizio per entrare a pieno titolo nell'ottica mutualistica. Il mutualismo ha, infatti, il valore aggiunto di non produrre un'azione univoca e frontale da parte di un soggetto verso un'altro, ma è mutualismo e compenetrazione e collaborazione tra le parti, è scambio attivo di esperienze e idee.

Quella che è la storia del centro servizi ZonaFranka di Bari deve connettersi con le nuove esperienze della provincia, come gli spazi aperti a Putignano e i progetti di Monopoli. Bisogna essere, infatti, capaci di relazionarsi con i diversi disagi dei contesti urbani e dunque culturali: dall'isolamento dell'individuo nella grande città, all'isolamento del paese dai centri sociali e culturali. Tenendo sempre presente i luoghi a noi tutti comuni che sono le scuole, spazi in cui sperimentare nuove forme di mutualismo, i nostri habitat naturali, non-luoghi dei quali dobbiamo essere in grado di ricostruire un senso.

É infatti importante riuscire a costruire legami solidaristici e mutualistici soprattutto nelle nostre scuole, dando forma alle nostre idee e consolidando nuovi spazi di progettualità in grado di parlare anche al quartiere e al territorio partendo dalle aule autogestite, ai progetti autogestiti pomeridiani sino alle coogestioni, alle autogestioni ed alle occupazioni.


È ora di inondare il deserto.