TESI 2.1 Didattica
"Trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la scuola può compiere”.
(cit. Calamandrei)
La scuola pubblica italiana è da tempo immemorabile sottoposta a una continua e sistematica demolizione a causa dei vari Governi che, attraverso delle pseudo-riforme, ne hanno tagliato i fondi, svilito i programmi e i loro interpreti, i docenti e anestetizzato l'unica componente altamente propositiva e rivoluzionaria, vale a dire gli studenti. Ad una didattica antiquata e a mezzi assolutamente impropri, si è aggiunta una sempre minore democrazia interna al sistema scuola. Tuttavia non può bastare una semplice lotta per tentare di salvare una scuola, che, in effetti, è assolutamente incapace di preparare adeguatamente i soggetti in formazione. Vi è ora bisogno di una forte spinta propositiva da parte di tutte le componenti scolastiche affinché si possa elaborare e mettere in pratica una nuova idea di scuola, al passo con l'Europa e in grado di formare al meglio gli studenti.
"Lo studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola. I dirigenti scolastici e i docenti, con le modalità previste dal regolamento di istituto, attivano con gli studenti un dialogo costruttivo sulle scelte di loro competenza in tema di programmazione e definizione degli obiettivi didattici, di organizzazione della scuola, di criteri di valutazione, di scelta dei libri e del materiale didattico. Lo studente ha inoltre diritto a una valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un processo di autovalutazione che lo conduca a individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento.
Sono queste le parole del D.P.R. 249/98 all'ART. 2 comma 4 dello Statuto degli Studenti e delle Studentesse che prevede una partecipazione degli studenti alla redazione del Piano dell'offerta formativa e non solo ma di una larga partecipazione alla didattica scolastica che rimane un monopolio del dirigente scolastico e dei docenti dei vari istituti. Siamo di fronte a uno svilimento della figura dello studente, costretto a vedersi cuciti addosso programmi e metodi che non sente propri, annullato da anni di metodi già sentiti, antiquati e che ignorano costantemente il passare del tempo, le esigenze mutate e le nuove alternative esistenti.
Reale alternativa per la creazione di una scuola partecipata è l'AltraRiforma che vuole essere un progetto di reale rinnovamento del sistema scolastico. Essa mira a porre al centro le effettive esigenze della componente studentesca a partire dal diritto allo studio, la didattica, le rappresentanze studentesche. Tale elaborazione si articola secondo i seguenti punti:
- Riordino dei Cicli:
Costituzione di un unico ciclo scolastico che unisca scuola primaria e scuola media, riducendone però la durata di
un anno, affinché gli studenti possano giungere al successo formativo all'età di 18 anni. Questo percorso dovrebbe da prima sviluppare le competenze, quindi il metodo di rielaborazione delle conoscenze, per giungere poi a un momento più nozionistico. La scuola secondaria superiore dev’essere invece ripensata globalmente. Gli istituti tecnici e professionali, e le loro profondo gap con i licei,sono sintomo di una società fortemente classista, basata sul modello familista dell’immobilità sociale. Alla base della nostra idea per rinnovare la scuola vi è il biennio unitario. Esso deve rappresentare una strategia di livellamento delle conoscenze base ma al tempo stesso deve valorizzare le predisposizioni individuali mediante la suddivisione in due o più macro-aree: una tecnico-scientifica, una umanistico-linguistica ecc. Mentre il biennio
unitario fornisce le competenze base, deve seguire un triennio specializzante in grado di avvicinare lo studente al mondo del lavoro e alle logiche universitarie.
- Nuova Didattica:
Rinnovare gli antiquati metodi didattici delle nostre scuole è assolutamente una priorità. Attraverso una rivalutazione dei momenti laboratoriali, non solo negli istituti tecnici e professionali, e una molto maggiore interdisciplinarità tra le materie di uno stesso campo, dare modo allo studente di aumentare le proprie competenze e la propria criticità anche grazie a un totale ripensamento della lezione frontale sperimentando altre metodologie (gruppi di lavoro, lezione circolare, tempesta di idee…) maggiormente partecipativi. Gli stessi docenti dovrebbero essere obbligatoriamente formati a nuovi metodi didattici e costantemente aggiornati rispetto ad essi.
- Valutazione:
Totale ripensamento della valutazione nell'ottica di definizione del buono o cattivo a fronte di una valutazione narrativa in grado di spiegare le problematiche e dare i mezzi per superarle. Ripensamento dei tempi delle interrogazioni, favorendo uno studio più dilazionato nel tempo, anche per abituare lo studente a uno studio in ottica universitaria. Valutazione narrativa e costruttiva da parte degli studenti verso i docenti, nell'ottica di stabilire tra le due parti un rapporto di miglioramento reciproco.
- Organi Collegiali:
Rafforzamento di questi luoghi decisionali, in modo da favorire la partecipazione attiva e consapevole di tutte le componenti che giornalmente studiano e lavorano nelle scuole. Potenziamento del Consiglio di Classe, rendendo paritetico il numero di studenti e docenti, ma soprattutto rendendolo totalmente pubblico e trasparente. All'interno del Consiglio di Istituto, numero eguale di studenti e docenti, quindi dare maggiore centralità a quest'organo a discapito del potere del Dirigente Scolastico. Istituzione di una commissione paritetica di studenti e docenti, che si esprima sul P.O.F., con parere vincolante ma non obbligatorio e che elabori progetti per rivedere le metodologie didattiche e proporre l'introduzione di strumenti innovativi. Creazione a livello nazionale di linee guida a cui i regolamenti di ogni cps dovrebbero conformarsi.

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