

Sabato 25 ottobre in tutta Italia si celebrerà il Linux Day, la giornata nazionale di promozione del Software Libero coordinata dall’Italian Linux Society. In diverse città si terranno eventi e iniziative promosse a livello locale dai gruppi di supporto a Linux (chiamati LUG – Linux User Group)
Per Bari, l'evento è curato dal LugBari e si terrà presso Parco Scientifico e Tecnologico di Tecnopolis a Valenzano dalle 10:00 alle 19.
Sono previste una serie di presentazioni e demo di GNU/Linux e altri programmi del software Libero. Inoltre in parallelo, nel corso della giornata, dalle 11:00 alle 18:00, si terrà un installation party di GNU/Linux sui computer portatili e desktop dei visitatori che lo desiderano.
Il Linux Day vuole essere un momento divulgativo rivolto ai non addetti ai lavori, un modo per far conoscere ai cittadini la realtà del software libero, le sue caratteristiche e le sue potenzialità. L’espressione “software libero” si riferisce alla libertà dell’utente di eseguire, copiare, distribuire, studiare, cambiare e migliorare il software.
Più precisamente, si riferisce a quattro tipi di libertà per gli utenti:
Un programma è software libero se l’utente ha tutte queste libertà. In questa visione l’attore centrale è l’utente, non lo sviluppatore: come utenti è possibile eseguire il programma per i propri scopi, è possibile condividerlo in una comunità di utenti, mettendo in rete modifiche e miglioramenti.
Questo articolo, tratto da udubari.it (Link originale QUI), è un ottimo esempio di come
si possono evitare enormi pagamenti a multinazionali come la Microsoft, utilizzando sistemi operativi Open Source come Linux, Unix Ubuntu ecc.
L'Udu Bari si è mobilitata per sostituire i costosi Windows nel'Università di Bari, mandando una lettera ai rettori dei due Atenei.
La situazione nelle scuole italiane è identica: migliaia di sistemi operativi a pagamento continuano ad essere usati nei laboratori, nelle aule di informatica, comportando una ingente (quanto futile) spesa.
Crediamo nella libera circolazione dei saperi, crediamo nell'importanza dell'utilizzo del software libero, chiediamo all'Università degli Studi di Bari e al Politecnico di Bari di adottare il software libero nell'amministrazione e nella didattica. Ecco il documento rivolto ai rettori dei due atenei. Il pinguino deve entrare nelle nostre aule.
Nel 2004 un nutrito gruppo di Università e Politecnici italiani hanno sottoscritto una lungimirante dichiarazione in merito all’utilizzo didattico e amministrativo delle tecnologie Open Source, come conseguenza dell’acquisizione condivisa del concetto di libera circolazione dei saperi, indipendentemente dalla loro fattispecie.
In tale incontro la Commissione CRUI per le Biblioteche di Ateneo, in collaborazione con l’Università degli Studi di Messina, intende promuovere la diffusione delle pubblicazioni Open Access nel sistema universitario italiano al fine di diffondere i benefici che derivano dal ricorso a forme di editoria elettronica ad accesso aperto.
Nel corso della cerimonia del 4 novembre hanno aderito alla Dichiarazione di Berlino le seguenti università (in ordine alfabetico per località): Bologna, Brescia, Calabria, Firenze, Foggia, Genova, Insubria, Lecce, Messina, Milano, Milano Bicocca, Milano Politecnico, Milano Vita-Salute San Raffaele, Modena, Molise, Napoli Federico II, Napoli L'Orientale, Napoli Partenope, Padova, Palermo, Parma, Piemonte Orientale, Roma LUMSA, Roma Tor Vergata, Roma III, Siena, Torino, Trieste, Trieste SISSA, Tuscia, Venezia IUAV, oltre all'Istituto Italiano di Medicina Sociale di Roma.
Ma cos’è e in cosa consiste la tecnologia Open Source e perché l’Open Access ne è una logica conseguenza?
L’Open Source è una metodologia di utilizzo dell’opera d’ingegno in campo informatico che prevede la possibilità, da parte di chiunque, di accedervi liberamente, modificare e migliorare il codice originale, dando la possibilità al fruitore di diventare autore.
L’Open Access, inteso come “libero accesso”, ne è una conseguenza diretta poichè si intende la libertà di distribuzione dei risultati di una qualsiasi opera, scientifica e non, allo scopo di realizzare una libera circolazione dei saperi.
Il sapere e la conoscenza non devono essere relegati solo a coloro i quali dispongono dei mezzi economici per accedervi ma, poiché sono elementi fondanti dell’attuale sviluppo economico, la loro libera distribuzione è da intendersi come la chiave di volta dello sviluppo e della crescita non solo del singolo ma della comunità tutta. Ciò è reso possibile dal duplice significato del termine Open: libero e gratuito.
Un dato rilevante è che la validità l’utilizzo di queste tecnologie è confermata dagli investimenti che varie ed importanti aziende private (IBM, HP, Sun Mycrosystem), che lavorano nell’ambito dell’Information and Communication Technology, stanno sostenendo e dalla loro collaborazione in progetti di sviluppo informatico con le comunità Open Source.
Riteniamo necessaria, indispensabile ed improrogabile l’adozione dei prodotti e delle tecnologie Open Source a livello amministrativo in modo da perseguire risultati importanti, utili e vantaggiosi, come:
Inoltre, dal punto di vista didattico, si può ottenere una maggiore efficienza nell’interazione tra Atenei nell’ambito della ricerca, con conseguente incentivazione all’apertura della mentalità e alla partecipazione attiva della popolazione universitaria.
L’Unione degli Universitari (www.udubari.it)