
Quanto sta avvenendo in questi giorni nelle scuole italiane a proposito del voto in condotta ci lascia del tutto sgomenti, il dibattito odierno sui quotidiani (vedi, ad es, “Il Messaggero – Cronaca di Roma pag 35) è del tutto privo di fondamento.
E' chiara la volontà di molti presidi e docenti di contrastare la libera espressione degli studenti, di sovrapporre il piano del comportamento a quello della didattica, di soffocare la libera partecipazione degli studenti alla vita della scuola
Decisioni come quella di vietare i viaggi di istruzione agli studenti col 7 in condotta snaturano il ruolo stesso della scuola: i viaggi di istruzione, sono parte integrante della didattica e dell'offerta formativa della scuola, pertanto non possono essere negate agli studenti in base al loro comportamento. Si verificherebbe l'assurda condizione che chi è ritenuto “con una buona condotta” può accedere a determinate e esperienze formative e gli altri no.
Così ci sorprende la decisione, di un liceo di Roma, di affibbiare un 7 in condotta a chi ha espresso la volontà di occupare la scuola, contravvenendo al principio sancito dallo statuto degli Studenti che “La valutazione del comportamento non può mai essere utilizzata come strumento per condizionare o reprimere la libera espressione di opinioni”. Ricordiamo, inoltre, che la valutazione della condotta non può tenere conto solo di singoli episodi
Altrettanto grave appare la proposta di penalizzare gli studenti che, a detta dei docenti “istigano ad astensioni di massa”, con chiaro riferimento agli studenti impegnati nella scuola che magari promuovono manifestazioni democratiche. Così come appare ambigua la proposta di molti presidi di valutare la condotta anche in base alla “responsabile” partecipazione alle assemblee studentesche: intendono forse valutare cosa gli studenti dicono in assemblea??
Deve essere chiaro che il 5 in condotta (e quindi la bocciatura) può essere data solo in seguito a provvedimenti disciplinari molto gravi, quando siano stati commessi reati che violano la dignità e il rispetto della persona umana o vi sia pericolo per l'incolumità delle persone e, a seguito dei quali, lo studente sia stato allontanato dalla scuola per più di 15 giorni.
In tutto questo, ci chiediamo dove siano finiti quei tanti docenti che negli scorsi mesi contestavano i provvedimenti della Gelmini ed ora, con straordinario zelo, portano alle estreme conseguenze i suoi scellerati provvedimenti.
Nei prossimi giorni l'Unione degli Studenti realizzerà un monitoraggio di tutti gli abusi riscontratii nelle scuole italiane, e inoltreremo vertenze agli Uffici scolastici regionali per chiedere il rispetto dello Statuto degli Studenti.

di Roberto Iovino, Coordinatore nazionale Unione degli Studenti
Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto.
dall'Art 4 comma 3 dello Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria, DPR 249/98.
Questa la norma che solo 10 anni fa provava a cambiare radicalmente l'approccio educativo e la relazione docente/studente. Abrogando i decreti regi, che sancivano “l'espulsione da tutte le scuole del regno”, si affermava un'idea di scuola basata sull'inclusione, sul recupero delle marginalità e sull'autocritica del modello frontale e trasmissivo. L'allora ministro Berlinguer puntò sul protagonismo studentesco scommettendo su una piccola rivoluzione culturale mai del tutto compiuta, purtroppo
Per noi studenti quella fu la stagione delle responsabilità, per la prima volta le organizzazioni studentesche furono chiamate a discutere e poi a decidere, da qui la nascita dello Statuto degli Studenti, una grande conquista di tutto il mondo della scuola, una carta dei diritti pressoché inedita in Europa, che ci legittima come cittadini attivi e consapevoli delle comunità scolastiche, decisivi per la costruzione di una scuola di qualità e per tutti/e.
Il ministro Gelmini, come giustamente ribadiva Bascetta, prova invece a fare il contrario, emarginare le diversità, omologare i comportamenti, portare paura e controllo anche nelle nostre scuole. L'abusata retorica di questo governo in merito alla questione “sicurezza” irrompe nelle scuole nel peggiore dei modi. Quello che ci preoccupa di più, non è la valutazione del comportamento, che non c'entra nulla con il bullismo, ma la volontà di limitare le libere espressioni ed associazioni all'interno delle scuole.
Cosa succederebbe se in autunno lanciassimo delle mobilitazioni contro il Governo Berlusconi? Cosa succederebbe se gli studenti si mobilitassero per le carenze strutturali delle propria scuola? Cosa succederebbe se un singolo studente sindacasse su un'ingiustizia subita da un docente?
Si potrebbe usare contro di noi la minaccia della bocciatura come strumento di repressione e controllo. Dopo le grandi mobilitazioni contro la Moratti nulla di ciò ci stupirebbe, e come se si minacciasse di licenziare i lavoratori in caso di sciopero, sperando che non sia davvero questo il prossimo passo di questo governo.
Abusi e autoritarismi nelle nostre scuole sono all'ordine del giorno; presidi autoritari, docenti che violano costantemente i nostri diritti, il registro ormai è diventato un vero e proprio libro nero. Se il voto di condotta è un'arma a disposizione dei docenti chi è il violento? Il bullismo non c'entra assolutamente nulla, in caso di reati gravi è già prevista la sospensione e l'allontanamento, in caso di violenza il caso passa alla giustizia ordinaria. Ma evidentemente il problema è un altro. Sciocco è chi non riesce a capire o fa solo finta di non capire.
Nonostante tutto il prossimo autunno sarà per noi un autunno di lotta contro il progetto di scuola e di società di Berlusconi. Contro i tagli di Tremonti che mettono i ginocchio la scuola pubblica, non solo nei piccoli comuni, contro l'apertura al mercato di scuole ed università, contro la privatizzazione degli enti di ricerca. Per un diritto alla conoscenza che sia davvero per tutti e tutte, lanceremo una mobilitazione a partire da ottobre, attivando le giuste sinergie con tutte le organizzazioni che credono nella necessità di mobilitarsi per difendere il sacrosanto diritto all'istruzione.
A partire dal 17 Novembre, la giornata di mobilitazione internazionale degli studenti, lanceremo un'intera settimana di mobilitazione sui temi della conoscenza, un grande referendum nazionale che chiederà a migliaia di studenti di esprimersi sulle politiche di questo governo e manifestazioni in tutte le città il giorno 21 Novembre. Lanciamo, infine, un appello a tutti gli studenti, tutti i docenti, alle organizzazioni sindacali per costruire insieme un grande e radicato movimento in difesa della scuola pubblica, ma che sia anche in grado di costruire dal basso un'alternativa al grigiore delle nostre classi. A questo punto non ci resta che urlare “bocciateci tutti”!.

Il Ministro Gelmini questa mattina con un colpo di mano ha fatto approvare in Consiglio dei Ministri un decreto che reintroduce il voto di condotta.
L'Unione degli Studenti ribadisce la propria profonda contrarietà a questo provvedimento, che ribalta uno dei principi fondamentali del nostro Statuto degli Studenti e delle Studentesse, cancellando in un solo colpo i risultati di decenni di lotte studentesche per il primato del profitto e della qualità dell'insegnamento.
Ci opponiamo al voto di condotta in quanto crediamo in una scuola che sia basata sulla partecipazione degli studenti e sull'inclusione costruttiva delle marginalità, non in una scuola che, con un impressionante balzo indietro ai Decreti Regi, sa rispondere alla violenza ed al bullismo solo con la repressione.
Ci sentiamo profondamente traditi dal Ministro Gelmini che aveva promesso un confronto diretto con il Parlamento e con le Associazioni sul Disegno di Legge presentato a luglio. Ci troviamo oggi con un decreto già approvato, non motivato da alcuna urgenza, con il solo scopo di escludere qualsiasi dibattito.
Ma non staremo a guardare: a chi ci vuole farci tacere risponderemo ad inizio ottobre con una grande mobilitazione nazionale.