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mag19sab
Scritto da Daniele il 19/05/2012 @ 15:24:27, in Antimafia, letto 77 volte

Appuntamento a Bari - Presidi in tutta italia

Diamo diffusione dell’appello contro la violenza stragista di Brindisi davanti una scuola questa mattina. L’appello è a firma di studenti pugliesi, dell’Unione degli Studenti, della CGIL, di Libera, di Legambiente, della Rete della Conoscenza, dell’ Arci.

Non si può morire entrando a scuola.

Contro la violenza e il terrorismo gli studenti invitano a  reagire.

La violenza cieca e criminale del terrorismo ha colpito ancora. Colpisce vittime innocenti, ragazzi, studenti nella loro scuola, presidio di legalità e spazio di giustizie e libertà, luogo in cui dovrebbe nascere la speranza di un futuro migliore, e che invece oggi è stato teatro di una orribile tragedia.

Il fatto che si possa morire a scuola è per noi inconcepibile da sempre, ma il fatto che questo accada in una dinamica folle ed omicida è un dato preoccupante che non può lasciarci in silenzio. Proprio in una scuola, che ha il nome della moglie del giudice Falcone, vittima di una violenza mafiosa, proprio in contemporanea al passaggio in città della carovana antimafia. Poco importa quale sia la pista, certo è che la violenza in questi territori, nel Sud Italia, è figlia di una cultura che deve essere distrutta e cancellata.

Indipendentemente dall’esito delle prime indagini, quello che oggi è successo è un atto gravissimo, senza precedenti. La risposta delle studentesse e degli studenti deve essere immediata, come quella di tutta la cittadinanza italiana, colpita ancora una volta al cuore, aggredendo al futuro del Paese, agli studenti. Per chi oggi è morto, per chi è ferito, senza motivo, solo perchè era uno studente con dei sogni, con delle passioni, con dei desideri, con un futuro di libertà per cui lottare.

Per chi aveva dei sogni che oggi sono stati spezzati dalla follia della cieca violenza. Perché non si può morire così, entrando a scuola. Non ci faremo terrorizzare, non possiamo darla vinta a chi vuole, attraverso la violenza e il terrorismo, mettere in scacco la democrazia nel nostro Paese e mettere a rischio  la vita di innocenti.Non abbiamo paura di urlare, di opporre la conoscenza e la voglia di libertà alla vile azione violenta.

Come studenti non possiamo restare fermi. La solidarietà attiva, umana è una necessità senza la quale si rimane soli, senza la quale si perde il senso collettivo di una tragedia come questa. Chiediamo quindi di mobilitarci sin da subito, nelle piazze, davanti ai Comuni. A Brindisi saremo in piazza alle 18.00. Vi chiediamo di fare lo stesso in tutta Italia. Lo chiediamo, come studenti a tutta la cittadinanza italiana. Non restiamo fermi, bisogna reagire a questa violenza.

Contro la violenza e il terrorismo, scendiamo subito in piazza, insieme, uniti da un solo spirito e da quella voglia di libertà e democrazia che ancora una volta hanno provato a scalfire, ma che non potranno mai soffocare.

 

Martina Carpani, Presidente della Consulta Provinciale di Brindisi

Francesca Rossi, Studentessa di Brindisi, coordinatrice dell’UdS Brindisi

Carlo Monticelli, Coordinatore udu Lecce

Don Luigi Ciotti, Presidente Nazionale di Libera

Serena Sorrentino, Segreteria Generale Nazionale Cgil

Mariano Di Palma, Coordinatore Nazionale Unione degli Studenti

Domenico Pantaleo, Segretario Generale Flc Cgil

Federico Del Giudice, Rete della Conoscenza

Maurizio Landini, Segretario Nazionale Fiom Cgil

Paolo Beni, Presidente Nazionale Arci

Vittorio Cogliati Dezza, Presidente Nazionale Legambiente

Vanessa Palucchi, Legambiente Scuola e Formazione

Luca Spadon, Portavoce Nazionale Link – Coordinamento Universitario

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mag16mer
Scritto da Daniele il 16/05/2012 @ 15:23:29, in Valutazione, letto 106 volte

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COMUNICATO STAMPA BOICOTTAGGIO:

Questa mattina le seconde classi di Salvemini, Fermi e Giulio Cesare a Bari hanno boicottato i test INVALSI, consegnando la prova con la scritta "valutati non schedati". Nonostante le minacce da parte di docenti e dirigenti scolastici rispetto a sanzioni disciplinari o alla valutazione di tali prove (atti repressivi in evidente contrasto con la legge e che ledono la libera espressione), già denunciate in precedenza dall'UDS Bari, gli studenti non si son fatti intimorire. Ciò dimostra che non ci fermeremo davanti alla standardizzazione dei saperi, rivendichiamo modelli di didattica e valutazione differenti, non ci stiamo alla logica della competitività sfrenata e del falso merito, per questo non abbiamo compilato i test, di cui non condividiamo nè la natura nè lo scopo.

"Gli INVALSI propongono una visione di didattica diametralmente opposta a quella che abbiamo noi, che prevede una scuola che stimoli il pensiero critico e l’interazione sociale. Sappiamo bene che non è con un test del genere che gli studenti possono essere realmente valutati; crediamo che quello che la scuola debba fare non è penalizzare o cancellare le differenze, ma valorizzarle, creare dibattito e formare cittadini che ragionino, che abbiano una coscienza critica, e non che imparino tutto a memoria.
Se con l’AltraRiforma proponiamo un’idea di valutazione che si allontani dal numero privo di significato, fotografia istantanea, ma che tenga conto di tutto il percorso di ogni singolo studente, vediamo come quello che fa l’INVALSI non è che una schedatura, volta ad aumentare il divario già esistente fra scuole di serie A, B e Z e quasi a legittimare questa classificazione." Dichiara Nicolò Ceci dell'Unione degli studenti di Bari.

Così, mentre non viene versato nulla nè per il diritto allo studio nè per l’edilizia scolastica, alla scuola pubblica vengono tagliati sempre più fondi (dopo gli 8mld nel 2008, un altro miliardo con la Spending Review), nel triennio 2008-11, 80 milioni di euro vengono spesi per la somministrazione dei test.
Dopo l’Aprea 2, che introduce i privati nelle scuole e mina ai diritti degli studenti (come la rappresentanza) e che vede proprio l’INVALSI come organo di valutazione all’interno delle scuole, e l’intenzione di abolire il valore legale del titolo di studio, prosegue l’attacco al mondo della formazione, sulle orme del governo precedente, volto a trasformare sempre più le scuole in aziende, gli studenti in cifre su un libro contabile, i presidi in manager.

ORA BASTA, NON SIAMO DEI NUMERI VOGLIAMO L'ALTRARIFORMA DELLA SCUOLA!

UNIONE DEGLI STUDENTI 

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mag15mar
Scritto da Daniele il 15/05/2012 @ 21:30:07, in Valutazione, letto 100 volte

invalsiCOMUNICATO STAMPA CONTRO REPRESSIONE DISSENSO INVALSI.

Questo mercoledì 16 maggio saranno somministrate nelle seconde classi delle scuole superiori, le prove INVALSI. In tale occasione l'unione degli studenti di bari ha messo in atto una campagna di boicottaggio in linea con le azioni svolte in tutta Italia. A seguito di assemblee d'istituto e di classe gli studenti hanno risposto favorevolmente all'iniziativa, esprimendo dunque il loro dissenso nei confronti di un test volto esclusivamente a schedare gli studenti  e mettere le scuole in delle classifiche.
Nonostante vi siano state delle discussioni democratiche e condivise da parte degli studenti non sono mancati tentativi di repressione del boicottaggio e minacce di sanzioni disciplinari da parte di dirigenti scolastici e taluni docenti. Riteniamo che detti tentativi ledano la libera espressione degli studenti e il loro diritto di manifestare il loro dissenso. 

Dichiara Francesca Picci, coordinatrice dell'UDS Bari: "Riteniamo inaccettabile il clima repressivo e autoritario messo in campo da presidi e professori di Scacchi, Salvemini e Fermi nel voler terrorizzare gli studenti attraverso la minaccia di sanzioni disciplinari, tramite circolari e comunicazioni verbali, in caso di boicottaggio dei test INVALSI . Sottolineiamo la totale incongruenza di tali atti repressivi con la legge, la quale stabilisce all'interno dello "Statuto delle studentesse e degli studenti" (DPR 235/07 Art. 4 comma 4) la libertà di espressione del dissenso. Riteniamo inoltre che tali prove costituiscano un esempio di valutazione nozionistica e ansiogena, volta ad allontanare gli studenti dalla visione critica che dovrebbero avere della società e di ciò che li circonda. Ci chiediamo come possano essere considerati scientifici dei test che non considerano in alcun modo le condizioni socio-economiche degli studenti. Come si possa dare la precedenza alla somministrazione degli INVALSI, che ogni anno gravano per 80 milioni sul bilancio dello Stato, e non si pensi al diritto allo studio o all'edilizia scolastica."

Di contro al modello di valutazione e didattica impostoci, l'Unione Degli Studenti da anni porta avanti il progetto dell'AltraRiforma scritto all'interno delle scuole tramite processi di partecipazione dal basso, volto ad incrementare l'interazione con i docenti, valorizzare l'interpretazione individuale e la discussione, all'interno del quale si individuano metodi di didattica alternativi.

UNIONE DEGLI STUDENTI BARI 

 

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mag15mar
Scritto da Daniele il 15/05/2012 @ 20:52:30, in Press, letto 14 volte

La FrecciaRossa... l'Unica che conviene

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mag11ven
Scritto da arianna il 11/05/2012 @ 23:16:42, in Ministero, letto 55 volte

In un periodo in cui il pareggio di bilancio sembra essere l’unico importantissimo obiettivo diogni governo, e il fine pare giustificare i mezzi, non potevano tardare ulteriori tagli alla scuola pubblica, dopo gli 8 miliardi del 2008. E infatti, con un inglesismo che fa sembrare tutto più elegante e serio -oltre che meno comprensibile dai più- , si inizia a parlare di Spending review.

Se in questi giorni il governo stesso ha attivato un indirizzo internet al quale i cittadini possono “segnalare gli sprechi” (95mila mail in una settimana), è evidente come le decisioni più importanti in materia di tagli siano già state prese, e che sono il welfare e i servizi, già carenti, a farne le spese: 4,2 miliardi in meno alla spesa pubblica, di cui 1 all’istruzione, per rientrare del debito. Una mossa, quindi, quella della consultazione telematica (adottata anche per l’abolizione del valore legale del titolo di studio) volta più che altro a dare una parvenza di innovazione e partecipazione.
Intanto nelle scuole fioccano i “contributi volontari” -spesso obbligatori- richiesti alle famiglie per far fronte alle difficoltà economiche: fra parlare di aumento della tassazione scolastica e di privatizzazione sostanziale delle scuole, il salto è breve, se si pensa che in questo modo si rende quello che dovrebbe essere un servizio pubblico sempre meno accessibile.
E, parlando di privatizzazione, non si deve dimenticare che l’alternativa sarebbe probabilmente l’entrata dei privati stessi nei Consigli dell’Autonomia (non più di Istituto) con il DDL Aprea, un evidente attacco al mondo della formazione, già respinto dagli studenti nel 2008, e nuovamente contrastato questa primavera, dopo essere stato rispolverato dal governo tecnico. Come si può pensare che l’entrata delle aziende nelle scuole possa garantire una formazione di qualità?

Questo, insieme all’eliminazione di spazi di democrazia e rappresentanza studentesca, e all’approvazione dei criteri di valutazione INVALSI, rappresenterebbe la legittimazione di un modello di scuola sempre più antidemocratico e aziendalista.Più che di privatizzazioni e autoritarismo, le scuole hanno bisogno di risorse e finanziamenti da parte dello Stato!
La soluzione non può e non deve essere l’accorpamento caotico ed esagerato di più istituti sotto lo stesso preside e la stessa segreteria (tagliando così sul personale), né la drastica riduzione , se non eliminazione, degli insegnanti di sostegno: è difficile immaginare come la scuola pubblica potrà reggere questi ulteriori tagli, dopo essere stata devastata in questi anni dopo la 133.
Se ci sono spese che potrebbero essere effettivamente eliminate, sono quelle militari, i finanziamenti alle scuole private, e quelle per i test INVALSI. In un periodo di tale accanimento nei confronti della scuola pubblica, è infatti inammissibile che 80 milioni di euro (triennio 2008/11) vengano spesi per la somministrazione di prove volte alla classificazione delle scuole e alla schedatura degli studenti, che diventano così numeri sul libro contabile dell’azienda-scuola.

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mag04ven
Scritto da arianna il 04/05/2012 @ 21:57:36, in Valutazione, letto 223 volte

Il 16 maggio in tutte le II classi delle scuole superiori verranno somministrati i test INVALSI; i quiz a crocette, che hanno già paralizzato programmi e attività didattiche ordinarie di molte classi, altro non sono che l’ennesimo modello di valutazione parziale e dannoso, che ignora lo stato cui sono ridotte le scuole, che si interessa solo delle nozioni e non fa altro che bollare come errata quella che può essere un’opinione o interpretazione diversa da quella prevista dalle griglie di correzione.

Una visione di didattica diametralmente opposta a quella che abbiamo noi, che prevede una scuola che stimoli il pensiero critico e l’interazione sociale. Sappiamo bene che non è con un test del genere che gli studenti possono essere realmente valutati; crediamo che quello che la scuola debba fare non è penalizzare o cancellare le differenze, ma valorizzarle, creare dibattito e formare cittadini che ragionino, che abbiano una coscienza critica, e non che imparino tutto a memoria.
Se con l’AltraRiforma proponiamo un’idea di valutazione che si allontani dal numero privo di significato, fotografia istantanea, ma che tenga conto di tutto il percorso di ogni singolo studente, vediamo come quello che fa l’INVALSI non è che una schedatura, volta ad aumentare il divario già esistente fra scuole di serie A, B e Z e quasi a legittimare questa classificazione.

Così, mentre non viene versato nulla nè per il diritto allo studio nè per l’edilizia scolastica, alla scuola pubblica vengono tagliati sempre più fondi (dopo gli 8mld nel 2008, un altro miliardo con la Spending Review), nel triennio 2008-11, 80 milioni di euro vengono spesi per la somministrazione dei test.
Dopo l’Aprea 2, che introduce i privati nelle scuole e mina ai diritti degli studenti (come la rappresentanza) e che vede proprio l’INVALSI come organo di valutazione all’interno delle scuole, e l’intenzione di abolire il valore legale del titolo di studio, prosegue l’attacco al mondo della formazione, sulle orme del governo precedente, volto a trasformare sempre più le scuole in aziende, gli studenti in cifre su un libro contabile, i presidi in manager.

Dopo la data di mobilitazione del 23 aprile, che ha visto ancora una volta gli studenti come soggetti in grado di creare una reale opposizione, costruiremo il 16 maggio, in occasione della somministrazione delle prove INVALSI, un’altra giornata di forte protagonismo studentesco.
Il 16 maggio ribadiremo che non ci stiamo alla logica della competitività sfrenata e del falso merito, per questo non compileremo i test, di cui non condividiamo nè la natura nè lo scopo.
Fermiamo la standardizzazione dei saperi, rivendichiamo e pratichiamo modelli di altra-valutazione, boi-cottiamo i test, cancelliamo l'INVALSI!

BOICOTTIAMO I TEST INVALSI, RIFIUTIAMO LA SCHEDATURA DI MASSA!
  

Unione degli Studenti Bari

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apr21sab
Scritto da Daniele il 21/04/2012 @ 19:31:18, in Mobilitazioni, letto 77 volte

Concentramento studenti medi PIAZZA CESARE BATTISTI ore 9.30

EVENTO Facebook

Appello 23 Aprile

23Nelle ultime settimane il Governo ha esplicitato la volontà di attaccare i diritti del lavoro, evitando accuratamente di aumentare le tutele per i precari. Contemporaneamente alla restrizione dei diritti dei lavoratori, anche il mondo della conoscenza subisce un attacco: con gli atti del governo 436 e 437, il governo ha deciso l’aumento delle tasse universitarie e della tassa regionale per il diritto allo studio, mentre in Parlamento viene rispolverato il progetto di legge Aprea che introduce i privati nelle scuole con la possibilità di influire sui programmi scolastici,un po’ come già accaduto con la approvata legge Gelmini per l’università.

La dequalificazione del sistema d’istruzione pubblico, che si accompagna alla richiesta di aumento dei contributi dalle famiglie degli studenti o al loro indebitamento, conduce logicamente ad un sistema elitario.

Con le proposte dell’abolizione del valore legale del titolo di studio, la liberalizzazione delle tasse ed il sistema del prestito d’onore, in Italia, si verrebbero a creare due tipologie distinte di università: una costosa per pochi ed una aperta a tutti ma di scarsa qualità, in questo modo si renderanno strutturali le differenze sociali presenti nel paese e verrà distrutto totalmente il ruolo che l’istruzione ha nell’emancipare gli individui.

Inoltre l’aumento delle tasse universitarie sul diritto allo studio e delle tasse d’iscrizione all’università peggiorerà questa situazione e costringerà sempre più studenti ad abbandonare gli studi per via dei costi troppi alti, aumentando le divisioni sociali nel nostro paese tra coloro i quali potranno accedere ad una conoscenza sempre più parcellizzata e utilizzata come strumento di selezione e divisione e gli altri, meno fortunati e con meno possibilità economiche, che si troveranno espulsi dal mondo della formazione.

Privatizzano i saperi, per lucrare sulla conoscenza, anche attraverso strumenti come quelli del prestito d’onore e precarizzano il nostro futuro, eliminando diritti e tutele.

Il Ministro Fornero ha ripetuto infinite volte che la riforma del mercato del lavoro era fatta per i giovani, mentre i giovani in questo Paese saranno costretti ad uscire prematuramente dai canali di istruzione per i tagli continui alle scuole e alle università e per i costi elevati dei servizi, causati da una completa mancanza di welfare che garantisca autonomia sociale agli studenti e alle studentesse. Autonomia sociale per noi significa avere pari possibilità a prescindere dalle condizioni economiche e sociali della famiglia di provenienza.

Un milione di giovani che vivono con contratti parasubordinati non vedranno alcun miglioramento delle proprie condizioni di vita grazie alla Riforma del mercato del lavoro, mentre, intanto, i loro coetanei più fortunati con un contratto a tempo indeterminato non avranno più la sicurezza dell’articolo 18 che garantiva il diritto di non essere licenziato senza giusta causa.

Non siamo più disposti ad accettare questo presente, noi lo vogliamo rovesciare per liberare un futuro migliore. Per questo, il 23 di Aprile promuoviamo lo stato di agitazione delle scuole e università, per costruire un momento di Liberazione dei luoghi della formazione dalle logiche di mercato che ci hanno condotto a questa crisi. Invitiamo tutti gli studenti a promuovere assemblee, presidi, momenti informativi e blocco delle lezioni. La prossimità al 25 Aprile ci invita ad una nuova fase di Resistenza.

Vogliamo essere partigiani del nostro futuro: invitiamo tutte le scuole e le facoltà a promuovere momenti di liberazione dei saperi. Dimostriamo che l’alternativa esiste e che a costruirla saremo noi, studentesse e studenti!

Liberiamo le nostre scuole e le università dai privati che vorrebbero utilizzarle come fucine di nuovo sfruttamento, come officine di un sapere asservito alle logiche di mercato, costruiamo la ripubblicizzazione di scuole e università!

Liberiamo le scuole e le università dal ricatto della tassazione sempre crescente lottando contro l’abolizione del valore legale del titolo di studio, contro i Decreti 436 e 437, il prestito d’onore e per investimenti nella formazione. Solo una cittadinanza istruita può dare gambe ad un nuovo modello di sviluppo che ci faccia uscire dalla miseria di questa crisi, non i tagli indiscriminati!

Liberiamo le nostre scuole e università con la nostra partecipazione. Rivendichiamo una maggiore partecipazione nei processi decisionali da parte degli studenti e un ruolo realmente centrale e rappresentativo negli organi competenti.

Liberiamoci dagli investimenti militari e per le grandi opere, è possibile che si riescano a trovare miliardi per aerei militari e grandi opere senza scadenza e limite di budget, ma siamo sempre in debito per l’istruzione e la ricerca scientifica?

Liberiamo dall’assenza di diritti, lottiamo per il difendere il valore legale del titolo di studio come l’articolo 18.

Liberiamo le nostre vite dall’incertezza,conquistando autonomia sociale ed economica con maggiori investimenti nel diritto allo studio per borse di studio, mense, alloggi, trasporti e per forme di reddito di formazione, per la costruzione di un nuovo welfare capace di rispondere alle aspirazioni di noi studenti!

Liberiamo il lavoro dalla precarietà allargando le tutele a tutti i lavoratori,istituendo un reddito minimo estendendo gli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori per liberarci dalla precarietà lavorativa ed esistenziale!

Liberiamoci dal lavoro precario, malpagato, senza diritti e intermittente cancellando le forme di contratto atipiche e garantendo stesse tutele per tutti!

Ora Basta!
Rovesciamo il presente, liberiamo il futuro!

Unione degli Studenti Bari
Link Bari
Rete della Conoscenza Bari
Zona Franka


Informati:

Legge Aprea 2
http://issuu.com/retedellaconoscenza/docs/aprea

Riforma del mercato del lavoro e Art 18
http://issuu.com/retedellaconoscenza/docs/lavoro

Abolizione del valore legale del titolo di studi
http://issuu.com/retedellaconoscenza/docs/prontuariomiur

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apr21sab
Scritto da Daniele il 21/04/2012 @ 19:23:17, in Antifascismo, letto 35 volte
“Dimenticare significa perdere l’eredità di una lotta che è ancora inconclusa. Non dimenticare obbliga a comprendere, a smascherare, a continuare quella lotta. Per combattere questo nuovo fascismo non ci saranno i vostri nonni, o i padri dei vostri nonni. Affrontarlo toccherà a voi” Ennio Sardelli detto ‘Fuoco’, partigiano

Image and video hosting by TinyPicIl 25 Aprlie ricorre la liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo. Purtroppo oggi questa data viene spesso percepita come una mera ricorrenza.Noi crediamo, invece, che in questa data debba essere racchiuso uno dei principali valori costituenti e fondanti della nostra società, quello del rifiuto del fascismo. La fine della dittatura nel ’45 non segnò soltanto un cambio delle dinamiche di gestione del potere nel Paese ma il rigetto politico di ogni tipo di discriminazione, oppressione e violenza.

Ancora oggi esistono associazioni e formazioni politiche che istigano all’odio verso il diverso per motivi etnici, religiosi, sessuali o politici e promuovono
logiche di violenza fisica e psicologica. A questo si aggiungono, nella forma del populismo a fini elettorali, anche costanti esternazioni di intolleranza da parte di esponenti della politica istituzionale che fanno leva sulla paura e sulla scarsa conoscenza. Seguono poi le inammissibili violenze squadriste ad
opera di componenti organizzazioni neofasciste nei confronti di migranti (vedi l’incendio al campo rom di Torino e gli omicidi di Samb Modou e Diop Mor a Firenze), di soggetti LGBTQI, di militanti o simpatizzanti di sinistra.

Non è possibile non ricordare, in vista della giornata del 25 Aprile, tutte quelle forme di repressione armata, violenta, organizzata e sistematica della libera espressione del pensiero da parte delle forze dell’ordine, con i placet delle forze politiche di Governo, alle quali abbiamo spesso assistito in questi ultimi anni (indelebile è il ricordo dei fatti della scuola Diaz e della caserma di Bolzaneto del 2001).

Riteniamo fondamentale ribadire quanto sia ancora importante parlare di resistenza oggi. In questi giorni, infatti, assistiamo, nel silenzio generale e con
manifestazioni di consenso quasi plebisictario da parte di tutte le forze politiche presenti in parlamento, ad attacchi mortali allo stato sociale e alla democrazia.

Pensiamo sia fondamentale riaffermare fortemente quei valori di solidarietà sociale, rispetto per l’altro e curiosità per il diverso che dovrebbero caratterizzare la nostra società.

Per questo è necessario che la tutta la società e le forze sociali e politiche di questa città si impegnino in una costante affermazione di questi valori, non
solo con le affermazioni di principio ma specialmente nei fatti.
La diffusione di una cultura antifascista deve essere il primo passo della costruzione di una società più giusta ed equa.

ZonaFranka, Rete della Conoscenza, Link Bari, Unione degli Studenti Bari

 

Programma della giornata

- nella mattinata (appuntamento alle ore 10.00 presso Zona Franka, Via Marchese di Montrone, 80) verrà realizzata l’iniziativa NEL DUBBIO PITTA.

Verranno ricoperti con della vernice bianca, in alcune zone della città, i simboli fascisti, nazisti, di odio e di violenza presenti sui muri.
Inoltre verrà preparata una lettera da mandare al Comune di Bari affinché venga ripulita tutta la città da questi simboli;

- dalle ore 16.30, verranno realizzati su Via Marchese di Montrone: banchetti informativi, una mostra fotografica, reading di testi, dibattiti e la presentazione del libro “Fascisti ripuliti”, con la presenza dello scrittore Giacomo Russo Spena;

Articolo sul sito zonafranka.org
http://www.zonafranka.org/notizie/25-aprile-10-anni-di-resistenza-in-citta

Evento Facebook

http://www.facebook.com/events/387710577935382/ 
 

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apr21sab
Scritto da Daniele il 21/04/2012 @ 19:10:06, in Flash Mob, letto 88 volte

 Image and video hosting by TinyPicLe nostre scuole e le università sono ripetutamente minacciate dai privati che vorrebbero sfruttarle e asservirle alle logiche del mercato.

Ci hanno provato 4 anni fa con il pdl Aprea, l'anno scorso con la legge Gelmini, siamo sotto un costante attacco che passa per l'abolizione del valore legale del titolo di studio, ai decreti 436/437.

Abbiamo una diversa idea di scuola, espressa nel testo dell'altrariforma, un'idea di mondo differente.

Crediamo nella parteciapzione dal basso, nel protagonismo studentesco, pensiamo che una società che punti al progresso debba mettere al centro i saperi, la cultura, i giovani.

Abbiamo calato degli striscione dal Fermi, Salvemini, Scacchi, Caracciolo, Elena di Savoia e Socrate per rilanciare la data del 23 aprile in cui ci riuniremo con le altre scuole di bari in piazza cesare battisti alle ore 9.30 in un'assemblea pubblica per riappropriarci dei nostri spazi, dimostrare l'alternativa possibile di una democrazia reale, costruire un dialogo con la cittadinanza e porre in evidenza le contraddizioni di questo governo.

Rovesciamo il presente per liberare il futuro!

Unione degli Studenti Bari

 

Immagini

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Istituto Caracciolo

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Istituto Elena di Savoia

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Liceo Fermi

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Liceo Salvemini

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Liceo Scacchi

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Liceo Socrate

 

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apr17mar
Scritto da Daniele il 17/04/2012 @ 14:51:38, in Concerti e Serate, letto 190 volte

Image and video hosting by TinyPicCome ogni anno Link, UdsBari e Zona Franka organizzano il pullman per partecipare al concertone del primo maggio.

La partenza è prevista alle 5:30 dell'1 da parco 2 giugno(precisamente dallo spiazzale del supermercato Famila)

Per info e prenotazioni rivolgersi nelle varie aulette di Link, oppure a Zona Franka, via Marchese di Montrone 80, oppure contattare i seguenti numeri telefonici:
3493543170 - Gianluca
3400716828 - Andrea

Costo: 27 Euro. Evento Fb http://www.facebook.com/events/244528098977760/

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