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Di seguito gli articoli e le fotografie pubblicati nella giornata richiesta.
 
 
Articoli del 06/02/2010

Di roberto (pubblicato @ 09:09:27 in Ministero, linkato 999 volte)

E sbarca anche in Consiglio dei MInistri il progetto di riforma della scuola, se così lo si può definire, del ministro Gelmini. Dovrebbe arrivare nelle scuole italiana l'anno prossimo se passerà all'approvazione del parlamento. E' difficile parlare di riforma perchè non si tratta assolutamente di un progetto organico di trasformazione del sistema scolastico ed in cui si analizzano e risolvono i problemi dell' istruzione italiana, ma quello che sta passando come il "cambiamento epocale" della scuola italiana non è altro che l'applicazione spudorata di taglia, ritagli e ancora tagli. Di fronte a questa idea di istruzione, ancora più dequalificante per i tecnici che subiscono i danni maggiori, non possiamo che esprimere il nostro sdegno e rilanciare il nostro progetto di AltraRiforma della scuola, il progetto di cambiamento della scuole scuole nato dal basso, ovvero da noi studenti.

Venerdì ci riuniremo in Assemblea a ZonaFranka, via Marchese di Montrone 80, alle ore 17:00 per discutere e proporre idee per costruire il nostro progetto di scuola, parteciperà Tito Russo, coordinatore nazionale dell'Unione degli Studenti.

 

 
Di roberto (pubblicato @ 08:37:47 in Ambiente, linkato 866 volte)

Il consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare davanti alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Basilicata e Campania che impediscono di costruire centrali nucleari sul loro territorio. Una scelta fatta dall'esecutivo su proposta del ministro dello Sviluppo Claudio Scajola d'accordo con il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto.

"L'impugnativa delle tre leggi è necessaria per questioni di diritto e di merito - afferma Scajola - In punto di diritto le tre leggi intervengono autonomamente in una materia concorrente con lo Stato (produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica) e non riconoscono l'esclusiva competenza dello Stato in materia di tutela dell'ambiente della sicurezza interna e della concorrenza (art. 117 comma 2 della Costituzione)". "Non impugnare le tre leggi - continua il ministro dello Sviluppo economico - avrebbe costituito un precedente pericoloso perché si potrebbe indurre le Regioni ad adottare altre decisioni negative sulla localizzazione diinfrastrutture necessarie per il Paese".

"Nel merito - prosegue Scajola - il ritorno al nucleare è un punto fondamentale del programma del governo Berlusconi, indispensabile per garantire la sicurezza energetica, ridurre i costi dell'energia per le famiglie e per le imprese, combattere il cambiamento climatico riducendo le emissioni di gas serra  secondo gli impegni presi in ambito europeo".

Dopo aver chiarito che l'esecutivo "impugnerà tutte le eventuali leggi regionali che dovessero strumentalmente legiferare su questa materia strategica per il Paese", il ministro conferma che "al prossimo Consiglio dei ministri del 10 febbraio ci sarà l'approvazione definitiva del decreto legislativo recante tra l'altro misure sulla definizione dei criteri per la localizzazione delle centrali nucleari".

"La questione nucleare è di rilevante importanza per le strategie di politica economica ed energetica del governo, e investono un punto fondamentale nei rapporti fra competenze statali e regionali. L'art. 7 del decreto-legge n. 112/2008, convertito in legge n. 133/2008, definisce la strategia energetica nazionale posta in essere, perseguendo, fra l'altro, l'obiettivo della realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare", aggiunge Scajola ricordando poi che "sulla medesima questione si è già pronunciata nel senso esposto la Corte costituzionale".

"Un atto fascista e fuori dalla democrazia", denuncia il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli. "E' sempre più evidente, ormai, la volontà di mettere i cittadini italiani davanti al fatto compiuto rispetto alla costruzione delle centrali nucleari, imponendole con l'esercito ed ignorando completamente la democrazia e le scelte delle regioni. Viene da chiedersi dov'è finito il tanto declamato federalismo di cui una delle forze della maggioranza, la Lega, ha fatto il proprio oggetto sociale".

 

Fotografie del 06/02/2010

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